I 12 moduli
Moduli di 2 UD, teorici e pratici, adattabili per fascia d’età e al percorso didattico.
Fibre: provenienza, lavorazione, uso e smaltimento. Il modulo si prefigge di fornire una panoramica sul tipo fibre in uso nel settore tessile per meglio comprenderne le caratteristiche e gli impatti e di fornire gli strumenti per avere maggior consapevolezza non solo nel momento dell’acquisto di un capo, ma durante tutto il suo ciclo-vita.
- Classificazione e caratteristiche delle fibre tessili: naturali (vegetali e animali), artificiali e sintetiche
- Processo produttivo: filatura, tessitura, tintura e finissaggio
- Etichettatura tessile: composizione, manutenzione e certificazioni di sostenibilità
- Gestione del fine vita: ridare nuova vita (upcycling)
- Tessuto vs prodotto finito: limiti e opportunità
- Smaltimento: discarica, termovalorizzazione, riciclo (meccanico e chimico; downcycling, fiber-to-fiber) I cimiteri del (fast) fashion
Il laboratorio è progettato con momenti in plenaria, attività e video
L’insostenibile leggerezza del (fast) fashion. Il modulo descrive la complessità dell’intera catena di fornitura dell’industria dell’abbigliamento e ne mette in luce i punti deboli e le problematiche, sia in merito agli impatti ambientali, ma soprattutto nella sfera legata ai diritti umani. Il modulo mette in evidenza come tali problematiche riguardino principalmente i Paesi in via di sviluppo e i marchi del fast fashion, ma non escludano l’Europa e i brand del lusso.
- Gli anelli della catena: approvvigionamento materie prime, filatura e tessitura, tintura e finissaggi, progettazione e sviluppo, produzione e confezione, distribuzione e logistica, vendita al dettaglio.
- Gli anelli deboli della catena: dinamica dei subappalti e delocalizzazione, difficoltà di garantire tracciabilità e trasparenza, violazione dei diritti dei lavoratori.
- Da Rana Plaza ad oggi: diritti umani e ambiente.
Il laboratorio è progettato con momenti in plenaria, attività e video.
Il modulo mette in evidenza le contraddizioni che ruotano intorno alla plastica tout’court e stimola un approccio critico al tema. Si sofferma in particolare sulla quantità di plastica in uso nel settore dell’abbigliamento, ne indaga le motivazioni e ne mette in luce le problematiche. Include inoltre una riflessione sugli imballaggi in plastica largamente impiegati nell’abbigliamento e sulle alternative cosiddette “bio-based”.
- La rivoluzione della plastica: pro e contro
- La plastica nella moda e l’impatto ambientale e sociale delle fibre fossili
- Abbandonare le fonti energetiche fossili e continuare vestirci di plastica?
- Microplastiche e nano-plastiche (produzione, manutenzione/lavaggio, riciclo o smaltimento)
- I bassi costi e la durabilità delle fibre sintetiche a scapito delle fibre naturali.
- Gli imballaggi e le “bio-plastiche”
Il laboratorio è progettato con momenti in plenaria, attività e video.
Un approccio olistico e una comunicazione chiara. Il modulo desidera approfondire il tema dell’economia circolare, spiegando innanzitutto che non so tratta di solo riciclo. Dopo un inquadramento del tema, viene proposto il framework delle 9R, in cui al primo posto di un sistema circolare troviamo la R di “rifiutare” e solo in penultima posizione la R di “riciclare”. Si propone un approccio olistico alla disciplina evidenziando che non basta essere circolari in fase di progettazione, ma è necessario considerare attentamente il ciclo vita dei prodotti e il contesto in cui si opera. Si spiega come questo approccio si renda necessario nel momento in cui si desidera comunicare in modo corretto la performance sostenibile di un prodotto.
- Cos’è l’economia circolare
- Dall’economia lineare all’economia circolare: il framework delle “9R”
- La circolarità come approccio olistico
- Il design circolare e sostenibile (re-immaginare non solo i prodotti, ma anche i modelli produttivi e i servizi)
- Principi di pensiero sistemico: la comprensione del contesto in cui ci si trova per applicare soluzioni efficaci
- Approccio al ciclo-vita: riflettere sugli impatti ambientali, sociali ed economici e trovare un equilibrio e usare i dati per comunicare la sostenibilità di un prodotto
Il laboratorio è progettato con momenti in plenaria, attività e video.
La formazione esplora le condizioni di lavoro nelle sweatshop globali, analizzandone l’impatto su lavoratori sottopagati e privi di tutele. Attraverso attività pratiche e momenti di riflessione, i partecipanti approfondiranno il fenomeno della "corsa al ribasso" ("race to the bottom") e il ruolo di multinazionali e consumatori. L’obiettivo è promuovere consapevolezza e responsabilità collettiva, sviluppando empatia verso i diritti dei lavoratori e stimolando l’adozione di soluzioni sostenibili.
Il laboratorio è diviso in due parti imprescindibili ed è progettato con momenti in plenaria, attività e video.
La formazione esplora le condizioni di lavoro nelle sweatshop globali, analizzandone l’impatto su lavoratori sottopagati e privi di tutele. Attraverso attività pratiche e momenti di riflessione, i partecipanti approfondiranno il fenomeno della "corsa al ribasso" ("race to the bottom") e il ruolo di multinazionali e consumatori. L’obiettivo è promuovere consapevolezza e responsabilità collettiva, sviluppando empatia verso i diritti dei lavoratori e stimolando l’adozione di soluzioni sostenibili.
Il laboratorio è diviso in due parti imprescindibili ed è progettato con momenti in plenaria, attività e video.
Il modulo accompagna nella comprensione della pratica del greenwashing nell’industria della moda una generazione sempre più consapevole della crisi ambientale offrendogli le competenze per poter fare scelte consapevoli condividendo un percorso che affronta e approfondisce:
- Definizione del termine
- Motivazioni aziendali, modalità e pratiche di GreenWashing
- Conoscere le caratteristiche di un capo d’abbigliamento affinché possa essere considerato sostenibile
- Etichettatura dei prodotti
- Sistemi di valutazione, indici di sostenibilità
- Casi studio
- Buone pratiche aziendali di sostenibilità
- Come le aziende e i consumatori possono evitare il GreenWashing
- Aspetti ambientali e Sociali
Il laboratorio è progettato con momenti in plenaria, attività e video.
Il laboratorio inizia con un’attività interattiva che permette di introdurre il tema e creare uno spazio sicuro per facilitare il confronto e il cambiamento. Nella parte iniziale la classe analizzerà il proprio rapporto con i capi d’abbigliamento, faremo questo a partire da una raccolta dati che disegnerà il quadro dei nostri comportamenti. Seguirà un momento teorico sui diritti umani che permetterà di evidenziare i principi alla base della Dichiarazione Universale, le fragilità e le violazioni che avvengono nel mondo della produzione, tintura, distribuzione e smaltimento dei tessuti. Useremo video e grafici per conoscere realtà a noi nascoste o lontane. Un lavoro di gruppo permetterà di condividere le riflessioni individuali, proporre nuove domande, ricerche e aumentare la consapevolezza del nostro potere come consumatori e consumatrici. Ogni nostro comportamento ha conseguenze sulle persone e sull’ambiente in cui viviamo, ma a volte è difficile rendercene conto: nella parte finale del laboratorio i gruppi saranno chiamati a trovare strategie di cambiamento efficaci e attuabili nel breve e nel medio periodo.
Il laboratorio è progettato in collaborazione con Amnesty International e sarà realizzato da due persone esperte formatrici di Amnesty International con la presenza della responsabile dei laboratori didattici della sartoria sociale, Alessandra Monaco.
Il modulo propone un attività pratica di ricamo, senza pretese, ma offrendo l’opportunità a chi lo desidera di cimentarsi con un arte antica ma che resta contemporanea, presentata da esperte ricamatrici di origine afghana che vivono nel nostro cantone. Offrirà alla classe anche uno sguardo diverso su un paese ricco di storia e cultura.
La presentazione propone questi temi:
- Conoscere le principali materie prime coltivate/allevate per produrre tessuti in Afghanistan
- Conoscere le principali tecniche di lavorazione dei tessuti (ricamo, tappeti, tessitura)
- Comprendere l’importanza economica del settore in relazione al mercato globale e all’emancipazione delle donne
- Comprendere le implicazioni sociali dell’abbigliamento delle donne in Afghanistan tra passato e presente
- Consapevolezza del legame tra libertà individuale/rappresentazione di sé e diritti umani
- Collegamento tra la propria dimensione (scelte, consumi, cultura, valori) relativa all’abbigliamento.
Il modulo è progettato in collaborazione con 1 o 2 ricamatrici della comunità afghana in Ticino e la responsabile laboratori didattici dell’associazione La Sartoria Sociale, Alessandra Monaco.
Amnesty International e la difesa dei diritti umani: il caso cileno. Il modulo propone un’introduzione ai diritti umani e alla scoperta delle arpilleras cilene, opere tessili nate durante la dittatura di Pinochet come forma di denuncia sociale e memoria collettiva. Conosceranno le storie e il significato di queste composizioni cucite, esplorando come l’arte possa diventare strumento di protesta, resistenza e speranza. Durante l’incontro si rifletterà sull’attualità dei temi affrontati dalle arpilleras e sull’importanza di difendere i diritti umani nel mondo di oggi. I partecipanti riceveranno inoltre indicazioni per ideare il bozzetto della propria arpillera, che andrà a raccontare un’esperienza personale, un’emozione o un messaggio legato ai diritti e alle libertà.
Il laboratorio è progettato in collaborazione con Amnesty International e sarà realizzato da due persone esperte formatrici di Amnesty International con la presenza della responsabile dei laboratori didattici della sartoria sociale, Alessandra Monaco.
Lavoro pratico in collaborazione con ricamatrici esperte. Il modulo sarà dedicato al laboratorio di cucito e ricamo in cui dedicarsi al lavoro di posizionamento degli elementi e inizio cucitura e ricamo della propria Arpilleras.
Si prenderà in mano il lavoro sul disegno e sui singoli elementi prodotti a casa o in classe tra il 1° e il 2° incontro.
Il laboratorio con sarte e ricamatrici della comunità Afghana in Ticino sarà coordinato dalla responsabile dei laboratori didattici della sartoria sociale, Alessandra Monaco.
Lavoro pratico in collaborazione con ricamatrici esperte. Il modulo sarà dedicato al laboratorio di cucito e ricamo in cui dedicarsi a terminare e presentare in classe le proprie Arpilleras.
Si riprenderà in mano il lavoro svolto a casa o in classe tra il 2° e il 3° incontro.
Il laboratorio con sarte e ricamatrici della comunità Afghana in Ticino sarà coordinato dalla responsabile dei laboratori didattici della sartoria sociale, Alessandra Monaco.